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Sanvitale
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La mwbgfamiglia Sanvitale ha le sue origini agli inizi del XII secolo (mwbw1122), quando Ugo diede il nome alla famiglia, costruendo una torre fortilizia sull'mwcaEnza, dedicata a San Vitale. Secondo altri il cognome prenderebbe origine da mwcwSan Vitale Baganza, territori che appartenevano alla famiglia. Altre ipotesi ancora rimandano alle abitazioni di questa famiglia che si trovavano nei pressi dell'antica mwdachiesa di San Vitale a mwdqParma.cite-ref-1[1]cite-ref-litta-2-0[2]
La loro posizione filoguelfa li condusse ad occupare cariche molto importanti in diverse città, ricevettero poi, mwfwFontanellato nel mwga1378 da parte di Bernabó Visconti, Signore di Parma, Consignore di Milano, ecc., che aveva occupato i domini che erano stati della mwgqfamiglia Terzi. I fratelli Giberto e Gianmartino Sanvitale, successivamente, ricevettero l'investitura da parte del Duca Gian Galeazzo Visconti per la contea di Fontanellato.
La famiglia Sanvitale crebbe con tre rami principali, quello di mwgwSala e mwhaColorno, il ramo di mwhqFontanellato e infine quello di mwhgParma.
Contents
• Stemma
• Note
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Ramo di Sala e Colorno
Il ramo di mwjwSala viene inaugurato da Tedisio di Guarino Sanvitale, fratello del mwkavescovo di Parma mwkqObizzo, che ebbe dalla dote della moglie Adelmota da Cornazzano, (chiamati poi da Cornazzano Terzi e poi Terzi), parte del feudo di Sala e di mwkgMaiatico. La restante parte l'acquisterà da un parente della moglie, Bernardino Franceschi, nel 1258. I coniugi si insedieranno nella Torre di San Lorenzo in Sala. Nel 1278 Tedisio diventa vicario di mwkwCarlo I d'Angiò mwlare di Napoli e, rimasto vedovo, sposa Margherita Fieschi di Codogno. Il figlio Gianquirico sarà spodestato da Andreasio mwlqRossi di mwlgSan Secondo (della storica dinastia rivale dei Sanvitale) nel 1322. Ripresi i dominii salesi nel 1355 mwlwBernabò Visconti concede il titolo di Conti di Belforte (un possedimento presso mwmaBorgo Val di Taro).
mwmgGiberto III sposa nel 1454 mwmwDonella de' Rossi di San Secondo, figlia del grande rivale mwnaPier Maria II, e nel 1477 riceve anche il titolo di primo conte di Sala da mwnqGian Galeazzo Maria Sforza di mwngMilano, il quale dà il via libera per ricostruire la mwnwtorre nelle forme sfarzose ancora parzialmente visibili. Durante l'assenza di Giberto, mwoaAmuratte Torelli (congiunto dei Rossi) attacca la Rocca di Sala, ma viene ferito a morte dalla parente Donella, fedele al marito.
Nel 1545 Girolamo I Sanvitale giura fedeltà al nuovo mwowDuca di Parma, mwpaPier Luigi Farnese (figlio di mwpqpapa Paolo III), che morirà sgozzato e defenestrato vittima a Piacenza di una congiura di nobili il 10 settembre 1547. Il 5 settembre 1564 il conte di Sala mwpgGiberto IV Sanvitale sposa in seconde nozze mwpwBarbara Sanseverino, erede del Marchesato di mwqaColorno.
I Sanvitale di Sala (un ramo dei quali era diventato signore di Fontanellato) vengono accusati di congiura contro il duca mwqgRanuccio I Farnese e, condannati, vengono decapitati a Parma il 19 maggio 1612. La congiura si disse ebbe origine dai tentativi di Ranuccio I di occupare il feudo e la mwqwvilla ducale di Colorno. Muoiono Gian Francesco e la madre Barbara (nel frattempo rimasta vedova e risposata con mwraOrazio Simonetta, conte di Torricella) con altri nobili parmensi. Il figlio di Gian Francesco viene imprigionato a Borgo Val di Taro, dove sposa Olimpia Cassio e muore di peste.
Ramo di Fontanellato
Il ramo di mwswFontanellato viene inaugurato da Giberto II (1447), figlio di Antonio Sanvitale e Anastasia Rusca. Mentre mwtaOttavio Farnese riconobbe l'egemonia spagnola in Italia, i Sanvitale, contrari a questa politica, si staccarono dai Farnese e si ritirarono nei propri possedimenti. Nonostante ciò, furono coinvolti nella presunta congiura del 1611-12 in cui persero la vita Barbara Sanseverino, che aveva sposato in prime nozze Giberto Sanvitale.
Ramo di Parma
Il ramo di mwtwParma diventa importante quando nel mwua1639 il conte mwuqAlessandro II riceve in dote, dalla famiglia dei Conti Cesi un palazzo in borgo Riolocite-ref-3[3], ora noto come mwvgPalazzo Sanvitale. Nel mwvw1688 suo nipote mwwaAlessandro III (1645 - 1727) accorpò al palazzo il teatro della Racchetta, che ricevette dal duca mwwqRanuccio II Farnese in cambio di alcuni stabili. Verso la fine del Settecento l'architetto mwwgAngelo Rasori ristrutturò e ampliò notevolmente il palazzo, dandogli l'aspetto attuale.
Membri celebri
• mwxgAlberto (1254-1257), mwxwvescovo di Parma.
• mwyqObizzo (1257-1295), vescovo di Parma.
• Giovanni Quirico Sanvitale († 1345). Nel 1317, con mwywRolando de' Rossi, cacciò mwzaGiberto da Correggio dalla città di Parma.
• mwzgPier Brunoro Sanvitale (1402-1468), uomo d'armi.
• mwaaAlfonso I Sanvitale (1530-1555), paggio dell'Imperatore mwaqFerdinando I d'Asburgo.
• mwawGian Galeazzo (1496-1550), fu signore di mwbaFontanellato dal 1511. Sposò mwbqPaola Gonzaga e durante il suo governo la mwbgRocca Sanvitale divenne il centro di un'intensa attività artistica e culturale, il mwbwParmigianino vi eseguì i suoi primi lavori. Combatté contro i mwcaRossi per il controllo di Parma. Ebbe numerosi figli, tra cui mwcqEucherio (1523-1576), che fu vescovo di mwcgViviers e a cui è intitolato il mwcwpalazzetto Eucherio Sanvitale nel mwdaParco Ducale di Parma.
• Giberto Sanvitale († 1585), Cameriere segreto di mwdgPapa Paolo III.
• Paolo Sanvitale († 1600), Vicario generale di San Pietro, e mweaVescovo di Spoleto
• Alessandro I Sanvitale († 1571), Gentiluomo di camera di mwegEmanuele Filiberto dal 1562, fu ucciso alla mwewBattaglia di Lepanto.
• Ottavio Sanvitale († 1589), nel 1566 fu Paggio e Gentiluomo di camera di mwfqEmanuele Filiberto; colonnello militare, corse in aiuto a mwfgCarlo IX di Francia contro gli Ugonotti, dove divenne consigliere di Guerra. Nel 1585 accompagnò il duca mwfwCarlo Emanuele I in Spagna in occasione delle sue nozze, dove fu decorato all'mwgaOrdine della Santissima Annunziata.
• mwggAlfonso II Sanvitale (1573-1612), figlio di Ottavio. Fu condannato a morte da mwgwRanuccio I Farnese con l'accusa di far parte della mwhaCongiura dei feudatari.
• mwhgAlessandro II Sanvitale (1573-1646). Nel 1639 acquistò il mwhwPalazzo Sanvitale di Parma.
• Federico Sanvitale, cavaliere dell'mwiqOrdine di Malta dal 1582.
• Piermaria Sanvitale († 1635), Alfiere di una compagnia di Gentiluomini della Guardia Ducale di mwjwOdoardo I Farnese.
• Luigi Pio Sanvitale († 1664), Capitano delle lance della guardia ducale di mwkqRanuccio II Farnese, nel 1660 incontrò mwkgCristina di Svezia per presentare a mwkwMargherita Violante di Savoia i doni del duca.
• Federico Sanvitale († 1693), Maestro di Camera del duca mwlqRanuccio II, morì a 77 anni.
• Carlo Sanvitale, Cavaliere Gerosomitano, Maestro di camera di mwlwFrancesco Farnese.
• mwmqAntonio Francesco Sanvitale (1660-1714), cardinale.
• Luigi Sanvitale. Eletto da mwmwFrancesco Farnese nel 1718 gran contestabile dell'mwnaOrdine Costantiniano di San Giorgio.
• Giacomantonio Sanvitale, eletto nel 1741 da mwngAntonio Farnese membro del consiglio di Reggenza.
• Alessandro Sanvitale, Gentiluomo di camera di mwoaFilippo I di Parma.
• Vittorio Amadeo Sanvitale, Cavaliere Gerosomitano, fu Gentiluomo di camera e capitano delle Guardie ducali del Duca di Parma.
• mwowStefano Sanvitale (1764-1838), primo mwpaMaire (sindaco) di mwpqParma nel 1806, divenne mwpgGran Ciambellano della duchessa mwpwMaria Luigia. Nel 1801 fondò la Casa d'Educazione a mwqaFontanellato ed ebbe la presidenza della Società Economica Agraria.
• mwqgJacopo Sanvitale (1786-1867), poeta e professore di eloquenza all'mwqwUniversità degli studi di Parma, fu incarcerato come appartenente alla mwraCarboneria nel 1822. Nel 1831 fu membro del governo provvisorio e poi esule in Francia e a Genova. Fu tra i firmatari dell'atto di annessione del mwrqducato di Parma all'mwrgItalia.
• mwsaLuigi Sanvitale (1799-1876), sposò mwsqAlbertina di Montenuovo, figlia della duchessa mwsgMaria Luigia. Nel 1848, in seguito alla cacciata dei mwswBorbone, fu presidente del governo provvisorio di Parma. Nel 1860 fu nominato mwtasenatore del mwtqRegno d'Italia.
• mwtwGiovanni Sanvitale (1872-1951), unico figlio maschio di Alberto (1834-1907), primogenito di Luigi, cedette la mwuaRocca Sanvitale al comune di mwuqFontanellato nel 1948, e nel 1951, con la sua morte a 73 anni, concluse la discendenza della famiglia Sanvitale del ramo di Fontanellato.
Stemma
Lo scudo bianco attraversato da banda rossa è sovrastato da una coppia di mwvagrifoni. Questo essere mitologico, insieme dell'aquila e del leone, è portatore di entrambi i valori di cui le due creature sono simbolo: arguzia e coraggio, due virtù che la famiglia dei Sanvitale riteneva essere quelle fondamentali per un buon governo. Tra i due grifoni si innalza una colonna che sorregge una sfera metafora del mondo, sulla quale, in alcuni documenti, è collocata una donna identificabile come mwvqNike, la dea della vittoria.cite-ref-4[4]
Note
cite-note-11. ↑ Quest'ultima ipotesi è quella che gode attualmente maggior credito (Alessandra Mordacci, mwyaLa Rocca di Sala Baganza, ed. Gazzetta di Parma, Parma 2009, p. 15)
cite-note-33. ↑ Questa via del centro storico, allora importante, non è più esistente e corrisponde grossomodo all'attuale via Cairoli.
Bibliografia
• citerefmordacciAlessandra Mordacci, La Rocca di Fontanellato, Parma, Gazzetta di Parma, 2009.
• citereflittaPompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Sanvitale di Parma, Torino, 1835.
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